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Kepher

January 23rd, 2008

L’intero progetto nasce e si presenta come un opportunità per riflettere sulle risorse umane da impiegare in ambito astronautico nell’immediato futuro. Più precisamente mi rivolgo alle svariate possibilità di un nuovo avvenire per l’intero genere umano sia sul nostro satellite, la Luna, sia sul pianeta rosso, Marte. Non è un caso se i maggiori esperti parlano di una colonizzazione di entrambi i corpi celesti, in particolare modo la Luna. Il progetto sembra essere un obiettivo fattibile ed utile.

Kostantin Tiolkosvkij fu il primo a suggerire un’impresa del genere. Lo scienziato diceva: “La Terra è la culla dell’intelligenza, ma è impossibile vivere nella culla per sempre”. Nel 1954, A. C. Clarke proponeva l’idea di una base lunare composta da moduli gonfiabili isolati ricoprendoli di sabbia lunare. Una nave spaziale assemblata nell’orbita terrestre bassa verrebbe diretta ad allunare sul Mare Ibrium, dove gli astronauti andrebbero ad assemblare dei moduli gonfiabili simili ad igloo ed un’antenna radio. I passi successivi sarebbero stati l’impianto di una struttura a cupola permanente più grande, un purificatore d’aria basato su alghe, un reattore nucleare e delle catapulte elettromagnetiche per lanciare merci e carburante alle navi poste nello spazio esterno.

Ancora oggi, il programma lunare resta un progetto veritiero, soprattutto in seguito alla scoperta della presenza di ghiaccio ai poli lunari grazie alla sonda Lunar Prospector. Se quindi Kubrick pensava al cratere Clavius, nel futuro si penserà, invece, al cratere Aitken (Polo Sud). Sicuramente una colonia lunare presenta svantaggi e vantaggi, eppure la parola chiave alle nuove soluzioni sono le nuove energie.

Non esistono alternative migliori. Come tutti ben sanno il pianeta Terra è sulla via di un inarrestabile processo evolutivo, che si è ripetuto nei secoli precedenti e che, ancora una volta, minaccia l’estinzione della razza umana.

Per questo è dovere sacro della Space Art, come anche della fantascienza narrativa e cinematografica, educare l’uomo a comprendere che la soluzione al problema è sopra le nostre teste, oltre l’atmosfera terrestre, e non sotto i nostri piedi. Bisogna cercare e trovare nuove risorse in luoghi differenti. Quindi è mia intenzione porre l’accento sull’esplorazione umana nello spazio, avvalendomi della CGI 3D presentata attraverso il volto del World Wide Web.

Entrando nel merito della progettazione, video e web, c’è da sottolineare che è stato seguito un metodo standard, che vede nel Conceptual Art la sua prima fase. Segue la digitalizzazione degli sketches, per consentire la modellazione tridimensionale. Infine, la stesura dello storyboard affiancata all’animazione, sia 3D che 3D applicato al web.

Date uno sguardo al mio progetto kepher, nella sezione Cynot Web Style. P.S.: tutto ciò che è bello e nobile è il prodotto della ragione e del calcolo. :)

L’impero delle luci

May 18th, 2007

Nelle tele di Magritte noteremo sempre la presenza di elementi contrastanti che producono un effetto capace di risvegliare lo spirito conducendolo a riflettere e a porsi interrogativi. E’ questo il caso della contemporaneità di giorno e notte nell’impero delle luci, senza dubbio il più famoso dei quadri di Magritte e il cui titolo si deve al poeta Paul Nougè. Un luogo notturno sotto un cielo chiaro come di giorno. Da una parte la luce serena, dall’altra la cupa notte misteriosa. Un contrasto che esprime un sottile senso di angoscia. La netta precisione con cui è rappresentato ogni elemento. Un arcano che determina inquietitudine.

L’impero delle luci vive. Vive in un’animazione digitale. Vive una risurrezione tridimensionale! Avvalendomi così della computer grafica 3D e montaggio video, presento immagini inquietanti accompagnate da note musicali con l’obiettivo di ricreare l’atmosfera tipica surrealista così tanto desiderata da uno dei più famosi pittori d’avanguardia del secolo scorso.  

” Trovo che la contemporaneità di giorno e di notte abbia la forza di sorprendere e di incantare. Chiamo questa forza poesia. “

Renè Magritte

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